PASSIVHAUSLAB Talks (Conversazioni ad Energia Positiva)-Voci dalla Transizione-Intervista a Arch.Leopoldo Busa - Biosafe
Nel panorama in continua evoluzione dell’edilizia
sostenibile, il 2025 segna un punto di svolta decisivo: i nuovi Criteri
Ambientali Minimi ridefiniscono regole, responsabilità e opportunità
per l’intero settore delle costruzioni. In questo scenario, la certificazione
dei materiali non è più un aspetto accessorio, ma diventa il cuore pulsante di
una progettazione consapevole, trasparente e orientata al futuro.
Ne parliamo con Leopoldo Busa,
protagonista dei PassivhausLAB Talks, che ci guiderà attraverso i
cambiamenti introdotti dai nuovi CAM Edilizia 2025, offrendo una
lettura tecnica ma accessibile di un tema destinato ad incidere profondamente
su progettisti, imprese e pubbliche amministrazioni.
Questa intervista anticipa e introduce i contenuti del
webinar organizzato da IG Passivhaus Marche e A+ Energy Solutions, in
programma il 24 giugno 2026, dalle 14:30 alle 18:30,
dove i nuovi CAM saranno l’argomento portante di un confronto tecnico e
operativo di grande rilevanza.
Un appuntamento pensato per comprendere non solo cosa cambia, ma soprattutto come trasformare questi nuovi requisiti in un’opportunità concreta per innovare il modo di progettare e costruire.
1. Architetto Busa, i nuovi CAM Edilizia 2025 rappresentano un aggiornamento importante per il settore. Quali sono, a suo avviso, le principali novità introdotte rispetto alla versione precedente?
Parlo ovviamente per quanto meglio mi compete, ovvero per il tema dell’IAQ (Indoor Air Quality): con i Nuovi CAM Edilizia 2025 vengono allargate le categorie dei materiali appartenenti agli spazi confinati e vengono fortemente ridotti i rispettivi limiti emissivi (di circa 1/3 per i requisiti base e di circa 1/2 per quelli premianti).
Il conteso di verifica diventa meno suscettibile di interpretazioni, vengono infatti ridefinite le voci riguardanti i prodotti vernicianti e soppresse alcune “eccezioni” prima concesse ad alcune categorie merceologiche (ad es. piastrelle e laterizi).
Viene sdoganato il concetto di trasmissione di un VOC per capillarità, vengono infatti aggiunte due importanti categorie di prodotto “più interni”: i rasanti e gli intonaci
2. La certificazione dei materiali da costruzione assume un ruolo sempre più centrale. Quali sono oggi gli strumenti e le certificazioni più rilevanti per dimostrare la conformità ai CAM?
Nel contesto dei CAM (Criteri Ambientali Minimi) in edilizia è importante chiarire subito un punto: non esiste una “certificazione CAM” unica, ma la conformità si dimostra attraverso un insieme di strumenti, certificazioni e documenti tecnici che attestano il rispetto dei requisiti ambientali previsti dal decreto.
Oggi, quindi, la “certificazione” è in realtà un sistema integrato di evidenze. I principali strumenti possono essere raggruppati in alcune categorie chiave:
un primo livello riguarda le certificazioni di prodotto, che sono probabilmente le più immediate e rilevanti. Tra queste, la ReMade in Italy si è affermata come uno degli strumenti principali per attestare la percentuale di materiale riciclato contenuta in un prodotto; accanto ad essa, anche la certificazione Biosafe viene sempre più utilizzata per dimostrare la rispondenza ai criteri emissivi di alcune categorie di materiali da costruzione.
Parallelamente, negli ultimi anni si è rafforzato il ruolo delle etichette ambientali basate sull’analisi del ciclo di vita. In questo ambito, la Environmental Product Declaration (EPD) rappresenta uno degli strumenti più significativi: attraverso una metodologia di Life Cycle Assessment, fornisce dati oggettivi e verificati sugli impatti ambientali del prodotto lungo tutto il suo ciclo di vita.
Accanto alle certificazioni strettamente legate ai materiali, si collocano poi i protocolli di sostenibilità e salubrità dell’edificio, come LEED, BREEAM, Bosafe e ITACA; questi strumenti non sono obbligatori ai fini dei CAM, ma integrano criteri ambientali spesso coerenti con essi e possono costituire un elemento premiante, soprattutto negli appalti pubblici.
3. In termini operativi, quali sono le principali criticità che progettisti e imprese incontrano nell’applicazione dei CAM 2025, soprattutto nella selezione e verifica dei materiali?
Da un lato c’è la difficoltà nel reperire materiali realmente conformi, cioè dotati di certificazioni riconosciute come ReMade in Italy, Biosafe o EPD, soprattutto per alcune categorie di pordotto meno diffuse sul mercato.
Un secondo problema riguarda la complessità e non uniformità delle certificazioni: strumenti diversi forniscono informazioni diverse e non sempre sono facilmente confrontabili o immediatamente accettati come prova di conformità; in questo contesto si inserisce perfettamente la certificazione di salubrità Biosafe: uno schema di prodotto accreditato che offre riconoscibilità sul mercato, garanzie certificative secondo UNI EN ISO 17065 e chiarezza di lessico.
Dal lato delle imprese emerge la difficoltà di reperire sul mercato alcuni materiali vagliati da progetto con conseguenti possibili ritardi di filiera nel ricercare surrogati e/o alternative costruttive; si sottolinea inoltre la difficoltà di controllare il cantiere e garantire la tracciabilità dei materiali, mentre in generale si registra ancora una carenza di competenze specifiche nella lettura e verifica delle certificazioni ambientali.
4. Biosafe è un riferimento nel campo della salubrità e sostenibilità dei materiali. Qual è il vostro ruolo nell’accompagnare progettisti e operatori verso una corretta applicazione dei CAM?
Nel panorama della salubrità dei materiali, Biosafe si colloca come uno strumento operativo pensato proprio per colmare un vuoto che i CAM, da soli, non riescono a coprire completamente: quello della valutazione approfondita degli impatti sulla salute indoor.
Il suo ruolo non è semplicemente quello di “certificare” un prodotto, ma di accompagnare progettisti, imprese e produttori in un percorso strutturato verso scelte più consapevoli; nel suo percorso certificativo Biosafe interviene su più livelli:
fornisce criteri chiari e verificabili sulla salubrità dei materiali, andando oltre le dichiarazioni generiche. Analizza la composizione chimica dei prodotti, le emissioni e la presenza di sostanze potenzialmente nocive, offrendo un quadro molto più trasparente rispetto a quanto normalmente disponibile nelle schede tecniche e/o di sicurezza. Questo aiuta i progettisti a selezionare materiali non solo conformi ai CAM, ma realmente sicuri per gli ambienti interni, offrendo ai propri Tecnici Ufficiali completi strumenti di scelta e verifica dei materiali impiegabili in un processo edilizio (ad es. un Data-Base gestito su piattaforma on-line dei materiali più salubri e meno emissivi esistenti sul mercato).
Un secondo aspetto fondamentale è il supporto nella fase progettuale. Biosafe consente di integrare fin dalle prime fasi criteri di qualità dell’aria indoor e benessere degli occupanti, evitando che la salubrità venga affrontata solo come conseguente di altee scelte. In questo senso, si affianca e completa strumenti più orientati alla sostenibilità ambientale, come le Environmental Product Declaration (EPD), che però non entrano nel dettaglio della tossicità o delle emissioni indoor.
Dal punto di vista operativo, Biosafe facilita la verifica e la tracciabilità di un prodotto edile in quanto traduce requisiti complessi in indicatori più leggibili e confrontabili: aspetto particolarmente utile nelle gare pubbliche o nei progetti subordinati alle rispondenze ai CAM, dove la dimostrazione documentale è cruciale.
In sintesi, il contributo di Biosafe è quello di trasformare il principio (spesso astratto) di “salubrità” in un processo concreto, misurabile e verificabile, integrandosi con i CAM ma spingendo soprattutto l’attenzione oltre la semplice conformità normativa, verso una reale qualità degli ambienti interni.
5. Il webinar del 24 giugno, organizzato insieme a IG Passivhaus Marche e A+ Energy Solutions, rappresenta un momento di formazione condivisa. Quali saranno i contenuti principali e a chi si rivolge l’evento?
Il 24 giugno parleremo concretamente di salubrità dell’aria e di come questa può essere progettata attraverso concreti strumenti di calcolo chimico-fisici legati alle caratteristiche dei materiali edili contestualizzati nel costruito in divenire; affronteremo con tecnici, progettisti e imprese il complesso tema dell’IAQ e di come questa può essere affrontata attraverso una scelta consapevole dei materiali ed una sicura interpretazione delle certificazioni esistenti sul mercato, chiarendo il significato di un o dei principali parametri matematici appartenenti al calcolo della salubrità di un edificio: il fattore emissivo (FE).
Tratteremo lo stato dell’arte della normativa italiana sul tema delle emissioni indoor, sia dal punto di vista dei materiali che dell’edifico.
Impareremo ad orientarci con i Nuovi CAM Edilizia 2025 e ad utilizzarli a nostro favore per raggiungere obiettivi progettuali di qualità emissiva.
6. Quanto è importante oggi fare rete tra professionisti, enti e realtà come Biosafe, Passivhaus e A+ Energy Solutions per accelerare la transizione verso un’edilizia realmente sostenibile?
La rete tra professionisti e realtà quali Biosafe, Passivhaus e A+ Energy Solutions diventa essenziale per diventare sul mercato punto di riferimento di un’edilizia volta alla salute e contemporaneamente protesa verso principi di sostenibilità e risparmio energetico. E’ essenziale per riuscire a creare, sviluppare e mantenere nel tempo un concetto coeso di qualità edilizia basato su linguaggi tecnici comuni e trasversali a cui chiunque possa fare riferimento con estrema facilità formativa/informativa, in cui chiunque possa riconoscersi.




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